Noi non stiamo in silenzio.

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Ogni giorno facciamo la conta dei bollettini.
Contiamo le vittime.
Repostiamo i dati.
Condanniamo i crimini di guerra, i femminicidi, le discriminazioni di genere, lo sfruttamento delle persone—nelle fabbriche tessili e negli stabilimenti di abbigliamento privi di norme.
Diamo voce a chi subisce crimini d’odio, eppure nulla si arresta.

Tutto regredisce: i diritti, la libertà, la dignità e la pace.

E mentre il mondo continua a a percorrere il proprio cammino in senso antiorario, ci si lascia distrarre da passerelle, riflettori ed eventi che donano valore a un taglio di capelli alla moda, ma non usano il palco per sensibilizzare sulle urgenze del presente. 

Dall’alba del 24 febbraio 2022 sono tre anni che è peggiorato il conflitto russo-ucraino.
Dal 1948, il conflitto arabo-israeliano non ha mai trovato pace.
Nel frattempo, a livello globale, oltre 160 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono costretti a lavorare.

Quasi la metà di loro svolge lavori pericolosi, che mettono a rischio la loro salute psico-fisica, cancellando completamente l’Articolo 32 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC), che sancisce:

“il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale”.

E non solo. Il Fast Fashion, tra sfruttamento e inquinamento delle acque, la sua crescita è esponenziale e senza controllo, in cui l’85% dei tessuti finisce in discarica. Infatti, è responsabile del ben il 10% delle emissioni serra sul pianeta.

E ancora. Da decenni – se non di più – la comunità LGBTQ+ subisce, a ogni passo, un trilione di discriminazioni che continuano a negare la libertà di amare, amarsi e affermarsi. E le notizie delle ultime ore ne sono la prova: in Ungheria, la maggioranza del governo Orbán ha votato a favore di un referendum per vietare il Pride, continuando su una scia di repressione e oppressione, con una legge che vi proibisce la “rappresentazione o la promozione” dell’omosessualità per chiunque abbia meno di 18 anni, nel nome della “protezione dell’infanzia” con multe fino a 200mila fiorini ungheresi (503 euro).

Pensate che già nel 1897 si respirassero queste oppressioni:  il sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld,  approfondendo la teoria del terzo sesso, fondò a Berlino il primo istituto di scienze sessuali del mondo, divenendo uno dei primi a battersi per i diritti delle persone LGBTQ+. Il suo scopo era combattere la criminalizzazione dell’omosessualità e promuovere una società più inclusiva. Tuttavia, la sua lotta fu ostacolata e il suo istituto venne distrutto nel 1933.

È raccapricciante.
Eppure la storia si ripete.
Potremmo pensare che questi siano temi che apparentemente affrontano tematiche differenti ma in realtà tutte sono legate da un filo: l’essere umano e i suoi valori, che troppo spesso vengono ignorati e annientati. 

Viviamo guerre, ingiustizie, discriminazioni, sfruttamento.
Ascoltiamo i report senza capire che invece noi non siamo inermi.
Abbiamo la Voce per contrastare tutto questo.

Noi siamo Voce e non staremo in silenzio. 

Non viviamo nei mondi distopici dei libri di Bradbury o di Orwell.
I libri non vengono né banditi né incendiati.
Abbiamo invece la possibilità di imparare da essi, di conoscere, di agire e non commettere gli stessi errori del passato.
Possiamo informarci.
Possiamo aiutare.
Possiamo “usare” come mezzo i nostri social, le nostre vie di comunicazioni, la nostra persona, la nostra arte per poter in qualche modo cambiare il corso degli eventi. 

Il bollettino ci richiama all’appello.
Ci interroga, ponendoci dinanzi ad una società che purtroppo, per forze esterne, ha smarrito la direzione, o forse la conosce, ma non ne comprende la sua gravità totalmente. 

Viviamo purtroppo in un mondo dove il Dio danaro è divenuta l’unica fonte principale e fondamentale di ogni conquista.
Dove le Terre Rare, la corsa e l’approdo allo spazio appaiono come l’arrivo e la conquista.
Mentre qui, sulla Terra, oggi, i respiri hanno smesso di essere udibili.
Ma non sarà un razzo puntato verso il cielo a donarci la libertà.
Sarà la forza di essere insieme.

Sarà la nostra voce.
Sarà la nostra capacità di tenere ben saldo il nostro pensiero e la nostra facoltà di elaborarlo, di costruire.

Ascoltate. 

A voi che leggete queste parole, mi affido con la vivida speranza che non smettiate mai di credere cambiamento. Nel domani che possa migliorare.
Nulla è perduto.
Nulla è senza speranza.
 
La lotta contro i titani è ardua. Ma non è impossibile.
Contrastiamo, ognunə di noi, il tutto con l’informazione, interrogandoci sulle scelte che viviamo e subiamo per volontà di colossi che non considerino la vita un bene prezioso. 

Costruiamo l’Oggi per un nuovo futuro più autentico ma soprattutto in cui affermare realmente di essere viv3.
Io sono qui.
Ma Voi sarete con me?

Scritto da: Luana Cotena (Luanne Alare)

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